Threads? No, grazie: il lato oscuro della nuova app di Meta

Analisi approfondita dei modelli di design oscuri nella nuova app Threads di Meta
L’ecosistema digitale è stato recentemente testimone di un fervore senza precedenti, paragonabile solo al lancio di ChatGPT, a seguito del debutto della nuova app Threads di Meta, l’impero di Mark Zuckerberg. L’app ha dimostrato immediatamente un grande successo, raggiungendo milioni di utenti in tutto il mondo. Una tale impennata si deve principalmente al fenomeno del FOMO (Fear of Missing Out), unitamente all’intuitività dell’interfaccia di Threads, che ha reso l’iscrizione quasi automatica per gli utenti di Instagram.
I sottili inganni nell’interfaccia dell’app
Gli utenti di Internet si imbattono spesso in modelli di design oscuri, strategie manipolative che li inducono a compiere azioni non volute. Questi modelli sono evidenti in app popolari come Uber, che rende difficile annullare una corsa una volta richiesta. Questa piattaforma non fa eccezione, nascondendo dietro un’apparente facilità d’uso una serie di meccanismi studiati per trattenere l’utente e raccogliere dati. Un team di esperti ha trovato ben 11 lati oscuri nel nuovo social, illustrati nella pagina a seguire.