Luigi Mangione pena capitale: gli Stati Uniti chiedono la condanna a morte per l’omicidio del CEO di UnitedHealthcare
Luigi Mangione pena capitale: gli USA chiedono la condanna a morte per l'omicidio del CEO di UnitedHealthcare a New York.

Il governo americano invoca la pena di morte per Luigi Mangione: omicidio politico e attacco al sistema sanitario privato
La procuratrice generale degli Stati Uniti, Pam Bondi, ha ordinato ai procuratori federali di chiedere ufficialmente la pena capitale per Luigi Mangione, il 26enne italo-americano che, secondo l’accusa, ha ucciso Brian Thompson, amministratore delegato della compagnia assicurativa UnitedHealthcare. Bondi ha definito il delitto, avvenuto lo scorso 4 dicembre a New York, un “atto premeditato a sangue freddo” e di “violenza politica”, inserendo la decisione nella strategia dell’ex presidente Donald Trump per combattere i crimini violenti.
“L’assassinio di un padre di due figli ha scioccato l’intera nazione”, ha dichiarato Bondi. “Intendiamo perseguire la pena di morte per fermare la spirale di violenza e garantire sicurezza ai cittadini americani”. La posizione del ministro della Giustizia si inserisce nel solco della linea dura già tracciata durante il primo mandato di Trump, che nel 2020 aveva reintrodotto le esecuzioni federali dopo 17 anni di sospensione, portando a 13 condanne eseguite negli ultimi mesi della sua presidenza. Biden aveva reintrodotto la moratoria nel 2021, ma Bondi l’ha subito revocata appena ha assunto l’incarico.
Luigi Mangione accusato di terrorismo: un omicidio politico contro le assicurazioni private
L’omicidio di Thompson ha scosso profondamente l’opinione pubblica americana. Un uomo incappucciato ha sparato tre colpi contro il dirigente di UnitedHealthcare in pieno centro a Manhattan e si è poi dileguato tra la folla. La polizia ha arrestato Mangione cinque giorni dopo in Pennsylvania, all’interno di un fast food McDonald’s.
Gli inquirenti hanno formulato un quadro accusatorio molto pesante: hanno incriminato il 26enne con 11 capi d’imputazione, tra cui omicidio volontario con finalità di terrorismo e possesso illegale di armi da fuoco. Attualmente è detenuto in un carcere di New York in attesa di processo. Per i reati federali non ha rilasciato dichiarazioni, mentre per quelli statali – che prevedono al massimo l’ergastolo – si è dichiarato non colpevole.
Dagli elementi emersi durante le indagini, Mangione avrebbe pianificato l’attacco per lanciare un messaggio politico contro il sistema sanitario privato americano. In un diario sequestrato dalle autorità, si leggono frasi come “l’obiettivo è l’assicurazione” e riferimenti diretti alla volontà di “colpire” un dirigente di una compagnia del settore. Mangione avrebbe scelto Brian Thompson perché il programma della sua partecipazione a un evento aziendale era stato reso pubblico.
Il caso Mangione divide l’America: cresce il sostegno popolare tra raccolte fondi e accuse di persecuzione politica
Il caso di Luigi Mangione e la pena capitale ha acceso un intenso dibattito negli Stati Uniti. Se da un lato l’amministrazione Trump e i repubblicani spingono per una linea intransigente contro la criminalità, dall’altro crescono i sostenitori del giovane, che vedono in lui una figura simbolica della protesta contro le speculazioni sanitarie.
Secondo una parte dell’opinione pubblica, Mangione rappresenta il malcontento di milioni di cittadini contro un sistema sanitario considerato iniquo, inefficiente e dominato dal profitto. Nel suo manifesto, che ha condiviso online, Mangione denuncia il paradosso del sistema sanitario americano: nonostante gli Stati Uniti vantino i costi più alti al mondo, il Paese si posiziona solo al 42º posto per aspettativa di vita. “Le mutue private sono mafiosi diventati troppo potenti”, si legge in un passaggio.
Nel frattempo, una campagna di raccolta fondi lanciata dal gruppo “December 4th Legal Committee” ha già superato i 775.000 dollari, vicino all’obiettivo di un milione, destinati alla difesa legale dell’imputato. Il comitato, pur condannando ogni forma di violenza, sostiene che in un clima politico estremamente polarizzato sia fondamentale garantire a Mangione il diritto a un processo equo: “Questa raccolta fondi servirà a proteggere la sua rappresentanza legale da pressioni mediatiche e istituzionali”.
Uno degli avvocati del giovane ha definito la richiesta della pena capitale “una decisione barbara”, accusando il governo di voler proteggere “un’industria sanitaria corrotta e immorale”.