Torino

Banda del tombino Torino: nuova spaccata davanti a Porta Susa, 2mila euro di danni per pochi spiccioli

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I ladri colpiscono il Corner Caffè in corso Inghilterra: usano un tombino per sfondare la vetrina e fuggono con il fondo cassa. È l’ennesimo colpo in centro città

La banda del tombino è tornata a colpire a Torino. Nella notte tra l’1 e il 2 aprile, intorno alle 3:30 del mattino, due uomini hanno assaltato il Corner Caffè di corso Inghilterra 25, proprio di fronte alla stazione di Porta Susa. Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso due individui di carnagione chiara mentre si aggiravano attorno al locale. Dopo pochi minuti, i ladri hanno sollevato un tombino in via Duchessa Jolanda e lo hanno lanciato contro la vetrina del bar, mandandola in frantumi.

Uno dei due è entrato nel locale e, in meno di 40 secondi, ha afferrato il cassetto del registratore di cassa per poi dileguarsi. Il bottino? Poche decine di euro, il classico fondo cassa. Ma i danni sono enormi: i titolari stimano oltre 2.000 euro per la riparazione della vetrina e delle strutture danneggiate. Mattia, che gestisce il locale con Marika, ha sporto denuncia in questura e ha consegnato ai poliziotti le immagini di videosorveglianza. «L’allarme è scattato subito, ma quando siamo arrivati con la polizia, i ladri erano già spariti», racconta.

Ondata di furti in centro a Torino: decine di colpi in pochi mesi e commercianti esasperati

Il furto al Corner Caffè è solo l’ultimo episodio di una lunga serie di spaccate e razzie che, negli ultimi mesi, stanno colpendo i negozi e i locali del centro di Torino. Il Quadrilatero Romano, la zona di via Garibaldi e piazza Statuto, sono tra le aree più bersagliate.

A lanciare l’allarme è Mara Merlo, imprenditrice e chef che gestisce diversi locali tra cui il Savoy di piazza Savoia, Km5 di via San Domenico e Inside in via Sant’Agostino. «Un ladro seriale ha rubato ombrelloni, sgabelli e addirittura 24 sedie. Nonostante l’arresto, è stato subito rilasciato ed è tornato a colpire. Non ne possiamo più», denuncia. Le sue telecamere hanno immortalato il ladro mentre tagliava le catene con delle cesoie portate da casa. Il problema, spiega Merlo, è la mancanza di controlli e presenza sul territorio: «Chiediamo che le forze dell’ordine non si limitino a fare multe, ma proteggano davvero i locali e i commercianti».

Anche altri esercizi hanno subito furti: dalla gioielleria Cortevesio di piazza Statuto, costretta a chiudere per l’ennesima volta dopo nuovi colpi, alla sede di Emergency in corso Valdocco, presa di mira lo scorso febbraio. In via Carlo Alberto, la banda ha assaltato il negozio “Street Style”, specializzato in articoli da skateboard, portando via computer, contanti e merce per migliaia di euro. In piazza Corpus Domini, invece, qualcuno ha abbandonato i resti di una cassa rubata nella notte.

I commercianti affiggono cartelli antifurto e chiedono più pattugliamenti

In molti, ormai stanchi e preoccupati, stanno affiggendo cartelli dissuasivi sulle vetrine con scritte come “Cassa vuota” oppure “Non c’è nulla da rubare, perdete tempo”. È un segnale disperato che racconta meglio di qualsiasi denuncia il clima di insicurezza che si respira.

Intanto, la “banda del tombino” continua a imperversare, colpendo a ripetizione con lo stesso metodo: sfondare vetrine con tombini, tubi di ferro o oggetti contundenti, entrare in pochi secondi e fuggire con il fondo cassa o con ciò che si trova a portata di mano. I danni, però, restano a carico dei titolari: migliaia di euro ogni volta, senza contare la paura e la frustrazione di dover ripartire da capo.

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