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Autonomia differenziata: una svolta imminente con la proposta di Calderoli

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Autonomia differenziata, l’Italia al bivio con il progetto di Calderoli: nuove frontiere di flessibilità e controllo per le Regioni

L’attesa è palpabile mentre ci avviciniamo a un punto cruciale per l’autonomia differenziata in Italia, un progetto che ha visto intense discussioni e revisioni significative. Il ministro leghista Roberto Calderoli è al centro di questa iniziativa, che promette di rivoluzionare l’attuale sistema di autonomia regionale.

Con un’innovazione significativa rispetto alle versioni precedenti, l’accordo per l’autonomia differenziata avrà una durata massima di dieci anni. Al termine, può essere rinnovato o modificato su iniziativa dello Stato o della Regione interessata. Questo cambiamento introduce un elemento di flessibilità e revisione, essenziale per un progetto di tale portata e complessità. Inoltre, la proposta contempla la possibilità per le parti di richiedere la cessazione dell’accordo. Questo processo richiederà l’approvazione legislativa da parte delle Camere con maggioranza assoluta.

Il ruolo del Parlamento e i Livelli essenziali delle prestazioni

Una delle modifiche cruciali riguarda il ruolo del Parlamento. Le Camere avranno sessanta giorni per valutare l’accordo tra la Regione e lo Stato. Si tratta di un periodo raddoppiato rispetto alle discussioni iniziali, evidenziando l’importanza di un esame approfondito. Questa fase vedrà il coinvolgimento non solo del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) ma anche dei ministri competenti per materia.

Per quanto riguarda i Livelli essenziali delle prestazioni (LEP), punto nevralgico del disegno di legge. Questi rappresentano gli standard minimi dei servizi che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. La determinazione dei LEP, insieme ai relativi costi e fabbisogni standard, sarà affidata a uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. Una particolarità rilevante è che se, dopo l’approvazione dell’accordo, i LEP subiscono modifiche o ampliamenti, la Regione dovrà adeguarsi a questi nuovi standard, previa revisione delle risorse finanziarie a essi associate.

Controlli e verifiche

Il disegno di legge prevede un sistema di controlli e verifiche affidato alla Presidenza del Consiglio dei ministri-Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie, al Ministero dell’economia e delle finanze, e alle Regioni stesse. Queste entità potranno condurre indagini congiunte o separate per assicurare il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni.

“Le risposte fornite oggi dal ministro Calderoli in audizione presso la nostra commissione sono l’ennesima testimonianza dell’utilità dell’autonomia differenziata e dei benefici che porta con sé, nell’interesse del Paese e dei cittadini. In questa sede sono stati forniti elementi chiari ed evidenti, che confermano quanto di positivo potrà avvenire con l’attuazione della riforma e l’individuazione dei Lep, procedimento storico e mai attuato da nessuno fin dalla riforma del titolo v del 2001. Insomma, è stata una nuova puntata di quell’operazione-verità utile a smontare le polemiche pretestuose e ideologiche contro questa riforma, che è ora all’esame del Senato e che auspichiamo possa essere approvata quanto prima”. Lo afferma Elena Maccanti capogruppo Lega Commissione bicamerale Questioni regionali insieme ai parlamentari Rebecca Frassini, Massimo Garavaglia, Roberto Marti, Erik Umberto Pretto, Erika Stefani.

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Fonti
Senato della Repubblica

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