Curiosità

Il patto del gatto e del Diavolo: come fanno i nostri mici a “proteggerci”

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Conoscete la leggenda del patto tra il gatto e il Diavolo?

Tutti gli amanti dei gatti sono ammaliati dal loro fascino e tutti sanno, in cuor loro, che queste splendide creature riescono a “proteggerci” in qualche modo. Qualcuno ispirato da questa misteriosa e piacevole sensazione ha diffuso una leggenda a dir poco magica: il patto tra il gatto e il e il Diavolo.

C’era una volta una donna che viveva da sola con il suo bambino e il suo gatto in una casetta in mezzo alla foresta. Un giorno dovette uscire, ma era molto preoccupata perché non voleva lasciare il suo bambino da solo, tuttavia non poteva portarlo con sé ovunque andasse. Quindi guardò il suo gatto e gli disse: “Micio mio, ti prego, prenditi cura del mio bambino, tornerò presto” e uscì di casa.

Poco dopo la partenza della donna, il Diavolo apparve in casa e il gatto, vedendolo, saltò davanti alla culla del bambino senza farsi intimidire, perché è risaputo che i gatti sono gli unici animali che non hanno paura di questo essere malvagio. “Cosa vuoi?”, chiese. “Sono venuto a portare via il bambino”, rispose il Diavolo. “Beh, non puoi, perché me ne occupo io”, disse il gatto poco prima di leccarsi la zampa. “Animale insolente, non puoi farci niente”, ribatté il Diavolo. “Molto bene”, disse il gatto con astuzia, Ti sfido: se indovini il numero esatto di peli che ho su tutto il corpo, puoi prendere il bambino. Ma se fallisci, te ne andrai e non ti farai più vedere qui. Ti concedo tre tentativi, affare fatto?”.

Il patto del gatto e del Diavolo: ecco perché i nostri mici ci proteggono
Immagine da: Pixabay

Sfida accettata

Il Diavolo, che non si era mai tirato indietro di fronte alle sfide, accettò, pensando che sarebbe stato facile. Con grande pazienza, iniziò a contare i peli del gatto. “Uno, due, tre….” poi un uccellino cantò alla finestra, distraendolo e facendogli perdere il conto. “Hai perso una possibilità”, disse il gatto.

Con rabbia, il Diavolo ricominciò a contare. “Cento… duecento… trecento…”. In quel momento, il vento entrò dalla finestra e arruffò il pelo del gatto, facendo perdere ancora una volta il conto al maligno. “Hai già avuto due occasioni”, gli ricordò il gatto.

Nervoso, il Diavolo ricominciò a contare, ripromettendosi che nulla lo avrebbe distratto. “Un milione… due milioni…. Tre milioni…”. A quel punto il gatto, voltando le spalle al Diavolo, fece passare sinuosamente la coda proprio sotto il naso di questo che proruppe in un fragoroso starnuto, facendo volare in aria alcuni peli del felino.

“Hai perso la tua ultima occasione. Ora esci di casa e non tornare mai più”, disse il micio. Il Diavolo fu così furioso per aver perso che fece un baccano di proporzioni epiche proprio lì, ma non poteva toccare il bambino, perché un patto con il Diavolo viene sempre rispettato da entrambe le parti. Così tornò all’Inferno, giurando al gatto che un giorno avrebbe indovinato quanti peli aveva e quando ciò sarebbe accaduto, la sua vendetta sarebbe stata terribile.

Quando la donna tornò a casa, non sapendo nulla di ciò che era successo, baciò e abbracciò il suo piccolo e ringraziò il gattino con qualche carezza dietro le orecchie per essersi preso cura di lui. Ecco perché ancora oggi i gatti perdono continuamente peli: in questo modo il Diavolo non potrà mai contarli con esattezza e non potrà mai vendicarsi.

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